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Località "La Rotta"

a cura di Giovanni Di Bella

La località "La Rotta" (locus Rotta, ma citata negli antichi documenti anche come "Rupta, vulgo la Rotta") si trova nella parte sud-orientale del paese quasi al confine col comune di Castelletto Ticini e costituisce il primo nucleo abitato che si attraversa percorrendo la statale del Sempione in direzione Arona.
Non è indicata dalla segnaletica verticale perchè sotto l'aspetto amministrativo essa non si configura come frazione anche se nel passato ha avuto una sua rilevanza. Circa il toponimo, cioè il significato del nome, è ipotizzabile una sua relazione con le tracimazioni abituali del lago o con una particolarmente rovinosa, tale quindi da giustificarne l'origine.
Le prime notizie finora riscontrate ci attestano l'esistenza della località già nel 1548, quando vi risiedeva un certo Domenico, figlio di Battista detto Galino, colpevole di aver voluto "toxicare una Cartina sua àmita", cioè di aver avvelenato sua zia Caterina.


La Rotta: un importante crocevia

Fino alla costruzione della strada del Sempione (1805) e poi della ferrovia Gallarate - Arona (1868), opere che stravolsero il territorio nonchè il tradizionale sistema viario e dei traffici commerciali, "la Rotta" mantenne una particolare rilevanza trovandosi all'incrocio di ben cinque strade.
Due di esse, lunghe poche centinaia di metri, puntavano verso il lago; la prima (l'attuale Via Pisa) giungeva fino alla riva dove, ancora nel XVIII secolo, era posto l'approdo; la seconda (odierna via Amalfi), con direzione nord - est, fiancheggiava a destra l'oratorio di San Teodoro per fermarsi poi in prossimità di una grossa cascina.
Altre due strade si dirigevano rispettivamente l'una verso Comignago, l'altra verso Novara. La quinta e ultima via, risalendo a nord - ovest la collinetta, costituiva l'unico accesso al paese di Dormelletto per chi proveniva da sud.
L'antico percorso corrisponde alle attuali vie Ribot, Alighieri, Pellico, Roma e Vittorio Emanuele.
All'incrocio tra la via Alighieri e la via Pavese era eretta già nel 1821, e si può osservare ancora oggi, la cappelletta campestre di Santa Apollonia, detta anche della Madonna Pellegrina.


Le cascine della Rotta

Nella prima metà del Settecento nella località "la Rotta" si trovavano cinque cascine sparse su un territorio che comprendeva non solo le terre a levante dell'odierna strada statale del Sempione ma anche alcuni prati, terreni e orti a monte della ferrovia Milano - Domodossola.
Della cascina più importante erano comproprietari il conte Carlo Borromeo (corpo orientale adibito ad osteria) e le Suore della Visitazione di Arona (corpo settentrionale). La cascina, a forma di "L" irregolare, si identifica con gli immobili siti in via Amalfi al n.11/19, oggi parzialmente ristrutturati.
Da sottolineare la presenza sulla facciata di un affresco devozionale, per grazia ricevuta, raffigurante la Madonna in gloria col Bambino con ai lati San Carlo e Sant'Antonio (1827).
Alla metà circa dell'Ottocento, dell'intera cascina divenne unico proprietario il conte Renato Borromeo cui apparteneva anche "il luogo d'approdo", posto più a settentrione rispetto al secolo precedente, raggiungibile attraverso un breve sentiero che lo collegava all'abitazione.
Nella stessa località le Suore della Visitazione, oltre al citato oratorio e al piccolo rustico di fronte ad esso (via Amalfi n.1), possedevano altre cascine.
Acquistate nella prima metà del nostro secolo da Federico Tesio vennero in seguito ristrutturate e utilizzate, insieme ai prati circostanti, per l'allevamento dei cavalli della prestigiosa scuderia "Tesio" poi "Dormello - Olgiata".
Recentemente alienate dalla proprietà, con la conseguente modifica della destinazione d'uso, si trovano ai n. 24 e 26 di via Ribot. Il loro caratteristico intonaco giallo ocra e alcuni particolari architettonici ricordano certi cascinali della maremma toscana.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Dormelletto - Volume 19"
Provincia di Novara 2005






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